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Prove di reazione al fuoco: il caso dei mobili imbottiti


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scritto da: aipem - Visite: 25 - Numero di parole: 293 - Data: 18 Jan 2010 - Ora: 3:21 PM 0 commenti




Quando si parla di prove di reazione al fuoco di mobili imbottiti esistono precise disposizioni di legge che regolamentano la certificazione dei prodotti: il sistema di attestazione del requisito classe 1.IM e la conformità delle forniture. Per la classificazione dei mobili imbottiti si provano i materiali che costituiscono le parti imbottite e non quelli del fusto e/o della struttura e si esclude la possibilità di classificare il prodotto finito attraverso la classificazione dei singoli materiali, ma vanno provate le varie combinazioni “rivestimento (eventuale) – interposto (eventuale) – imbottitura” presenti nel mobile imbottito. Le prove di laboratorio di reazione al fuoco dimostrano effettivamente che a volte due materiali classificati singolarmente non garantiscono la classe 1.IM quando vengono provati insieme. Ci sono materiali, infatti, che non contribuiscono all’incendio al quale sono sottoposti mentre altri bruciano, propagano le fiamme ma si spengono entro i limiti stabiliti per la miglior classe, magari in prossimità di tali limiti. La classe ottenuta è la stessa, ma è evidente che se si assemblano due materiali che tendenzialmente bruciano, è probabile che nella prova eseguita sul loro assemblaggio, questo comportamento, a seguito della reciproca influenza dei processi di combustione, peggiorerà potendo superare i limiti della classe 1.IM. Ecco perché dunque si rivela azzardato affermare che due materiali, ciascuno con ottima classificazione di reazione al fuoco, possano garantire in tutti i casi la classe 1.IM se provati insieme. Ed ecco perché quindi si rivelino necessarie opportune prove di reazione al fuoco di laboratorio per verificare le reazioni chimiche che s’innescano con la combinazione dei diversi materiali che possono costituire un’imbottitura.

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